Storia di Novigrad - Cittanova

Storia di Novigrad - Cittanova

Nei pressi di Novigrad-Cittanova esistono le prove del popolamento umano risalenti ancora alla preistoria, mentre i resti delle ville rustiche nelle immediate vicinanze dell'odierna città vecchia risalgono ancora all'antichità. La stessa penisola però nella quale si trova l'odierna città vecchia è avvolta in un velo di segretezza e ancora non ci sono prove attendibili di come essa sia sorta.

Gli esperti suppongono che sulla penisola si trovasse probabilmente una villa romana, simile a numerose ville trovate nei dintorni e che attorno ad essa, per la posizione adatta alla difesa, nella tarda antichità si fosse sviluppato in un castro, ovvero un insediamento che nel periodo dal IV al VII secolo gradualmente assunse un carattere cittadino.

Al tramonto del VI secolo, Novigrad-Cittanova viene nominata per la prima volta nei documenti scritti, nella lettera del papa Gregorio I. Nel VII secolo viene menzionata come Neapolis da un Anonimo Ravennate, uno scrittore anonimo di Ravenna che scrisse un documento contenente l'allora conosciuto mondo, con circa 5.000 luoghi, 200 fiumi e la descrizione delle isole mediterranee. Nei secoli successivi, varie fonti menzionano Novigrad-Cittanova come Civitas Nova, Emona ed Emonia.

L'insediamento degli Slavi

Dell'immigrazione slava in queste zone, testimonia il sito archeologico di Novigrad-Cittanova denominato Celega con dodici tombe della seconda metà del VII secolo. Qui sono stati trovati oggetti di ceramica per uso domestico, orecchini d'argento, pettini d'osso e altri oggetti che indicano una fusione degli Slavi immigrati con la popolazione romanica barbarizzata.

Il Regno dei Franchi e Carlo Magno

Nuove ricerche archeologiche fanno presumere che ai tempi dello Stato dei Franchi e di Carlo Magno, a cavallo fra l'VIII e il IX secolo, Novigrad-Cittanova avesse vissuto uno dei periodi più ricchi della sua storia. Come centro del principe dei Franchi Giovanni, è stata il punto di partenza per l'imminente feudalizzazione ed è diventata uno dei principali luoghi di cultura di quel periodo in Europa.

Il periodo carolingio

Dell'epoca carolingia che oggi attira sempre più l'attenzione degli scienziati, si è conservato il ciborio del vescovo Maurizio, un raro esempio d'arte del primo periodo carolingio. È esposto al museo Lapidarium che custodisce una delle più importanti collezioni di monumenti di pietra nel Paese.

Novigrad-Cittanova aveva la propria diocesi dal V o VI secolo fino al XIX secolo, quando fu abolita e annessa a quella di Trieste e Capodistria (1831).

La chiesa parrocchiale a tre navate dei SS. Pelagio e Massimo fu ristrutturata in diverse occasioni, e gli esperti suppongono che sia stata costruita per la prima volta durante il primo cristianesimo. Qui lasciarono la loro traccia anche i Carolingi e la cultura romanica, mentre oggi ha un aspetto barocco-classicistico. Gli interni comprendono qualche altare barocco, statue e pale d'altare.

Il dominio di Venezia

Nel X secolo Novigrad-Cittanova e l'intera costa occidentale dell'Istria sono esposte agli attacchi dei pirati. Con la crescita graduale delle aspirazioni della Repubblica di Venezia nei confronti delle città istriane, Novigrad-Cittanova fu costretta a giurare fedeltà al potere veneziano, dal quale cercò senza successo di liberarsi nel 1270. Durante l'epoca veneziana furono erette le mura da difesa, conservate in parte fino ai giorni nostri.

La peste devastava Novigrad-Cittanova dal XIII al XVII secolo; le guerre nel XVI secolo e la malaria nel XIX secolo hanno praticamente spopolato la città e appena verso la fine dei XIX secolo incomincia pian pianino a progredire grazie allo sviluppo del turismo che però viene presto ostacolato dai due conflitti mondiali.

Rivive una fioritura nella seconda metà del XX secolo grazie alla costruzione di alberghi, campeggi e appartamenti, nonché allo sviluppo del turismo. In tempi più recenti ha attirato l'attenzione di eminenti ricercatori che sono giunti a nuove conoscenze sulla storia cittadina, in particolare sul periodo carolingio.

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