Come si pesca il calamaro

Se nelle giornate autunnali passeggiate sul lungomare e notate una barca in lontananza con la lampara rivolta in direzione del mare gelido dalla bora, state osservando i pescatori locali a caccia di calamari con l’antica tecnica di pesca a fondo. Con continui movimenti su e giù della lenza con piombino cercano di animare l’esca, perché anche il calamaro è un pescatore. Quando abbocca all’esca, bisogna tirarla velocemente fuori, perché se lo prendete per un solo tentacolo, il calamaro potrebbe spruzzavi d’inchiostro per poi scomparire nelle profondità marine.

Calamari freschi “alla pescatora”

Se riuscite a catturare qualche calamaro, potete rimboccarvi subito le maniche e mettervi alla prova. Potete prepararli “alla pescatora”, “alla sporca” (non pulite), alla griglia o in padella. Il suo vero potenziale lo scoprirete attraverso le mille farciture possibili, abbinato al risotto con una goccia di prosecco e ancora preparandolo in un mare di altri modi. Deliziosi, morbidi e dai mille gusti e sapori.

Si mangiano in tutto il mondo

I calamari si mangiano con gusto ovunque al mondo, da Sichuan al Messico, dall’India alla California. Da noi soprattutto il venerdì, pescati con la tecnica di pesca a fondo sono una delizia! Il buon calamaro dell’Adriatico può pesare fino a 1 kg e nutrire più di una persona. Quando vi capita di averlo nel piatto, assaporatelo con dovuto rispetto, poiché è una vera e propria prelibatezza.

Origine del nome

Il termine calamaro si esprime nella lingua croata in due modi possibili. Il primo deriva dal latino lolligne o loligo, successivamente distorto dalla popolazione in lignja, il secondo invece è kalamar, risale al periodo dell’antichità ed è conosciuto in tutto il Mediterraneo, dove si diffondono branchi di questi cefalopodi a caccia di piccoli pesci.

Da ottobre a febbraio

I calamari si pescano nel nostro mare da sempre. Soprattutto tra ottobre e febbraio circa, quando il mare è freddo, è il periodo migliore per assaporarli in quanto carnosi e saporiti. Dovessero offrirvi una porzione di calamari fuori stagione, non rifiutatela. Una volta terminata la stagione, i calamari si spostano nelle profondità dei congelatori, dove non si possono pescare con la tecnica di pesca a fondo. E dove non perdono le loro proprietà nutrizionali.

Come pulire i calamari

Non avete mai pulito un calamaro? Tranquilli, non è poi così difficile. Con una mano prendetelo per il capo, con l’altra per il mantello e tirate, però prima assicuratevi di indossare degli abiti vecchi perché potrebbe spruzzarvi con la tinta nera, utilizzata dai calamari per difendersi e allontanare i nemici in mare. Sciacquate bene le interna per eliminare i residui di sabbia e non stupitevi se ci trovate una sardella intera. Una volta tagliati i tentacoli potete utilizzarli per preparare farciture varie, oppure saltarli in padella con un filo d’olio d’oliva, pan grattato, prezzemolo e aglio e aggiungerli ai pomodori oppure semplicemente metterli nel forno sopra le patate.

Vini da abbinare ai calamari

Non avete la minima intenzione di sporcarvi le mani per pulirli? Non preoccupatevi, siete circondati da eccellenti konobe dove potrete assaporare squisiti calamari preparati in diversi modi. Se lo chiedete a noi, i vini ideali da abbinare al gusto delicato e lievemente dolciastro dei calamari sono il vino bianco e il rosé. Buon appetito!

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