I piccoli grandi giganti istriani

Ho attraversato queste stradine dell’Istria innumerevoli volte, ma c’è una cosa che ancora oggi non smette di sorprendermi. Com’è stato possibile costruire tutte queste località in cima alle colline? Chi ha portato tutte quelle pesanti pietre lungo i ripidi sentieri? E quanto tempo è stato necessario per innalzare fortificazioni così ben conservate?

La storia ha fornito numerose spiegazioni a riguardo, piuttosto noiose a dire il vero, adducendo motivi come la fuga dai pirati, inondazioni o altre calamità.

La fantasia e la simpatia delle favole danno invece un’impronta totalmente diversa. Esiste infatti una leggenda secondo cui gli insediamenti istriani di Grisignana, Rozzo, Piemonte d'Istria, Montona, Sovignacco e Vrh sarebbero stati costruiti da giganti che abitarono la penisola prima dell’uomo. Il gigante più grande, Dragonja, fu soprannominato l’”aratore” poiché scavò un solco dalla Cicceria fino al mare facendovi poi scorrere un fiume dal corso pacato e lento. Per questo lo chiamò Quieto.

Su richiesta degli abitanti dell’entroterra istriano, scavò un altro solco destinato a un secondo fiume, che dedicò a se stesso chiamandolo Dragonja. Contento degli ottimi risultati, decise di fare un terzo tentativo nei pressi del castello di Pisino. Quando ormai era pronto a realizzare il suo progetto, si accorse che un'abitante della città lo stava deridendo dalla finestra. Così Dragonja se ne andò via offeso, senza portare a termine il suo piano e lasciando Pisino in balia delle acque. A quel punto gli abitanti piombarono nel terrore e pregarono più volte il gigante di tornare, ma Dragonja furioso si limitò ad assestare un calcio che spaccò il terreno creando l’attuale grotta di Pisino.

Nel frattempo, gli altri giganti avevano occupato ognuno una collina e avevano costruito su ciascuna un piccolo insediamento, passandosi tra di loro le pesanti pietre fino in cima. Una volta terminati Montona, Grisignana, Sovignacco, Piemonte d’Istria, Rozzo e Vrh, decisero di utilizzare i pochi "sassolini" rimasti per costruire Hum, la più piccola città del mondo.

Bisogna riconoscere che questa versione è decisamente più affascinante di tutte le altre. Quando farete una capatina a Piemonte d’Istria o soprattutto a Montona, vi accorgerete di quanto quest’atmosfera magica sembri reale. Vi consiglio di percorrere le località dell’Istria in bici. L'area un tempo attraversata dalla "Parenzana" (un vecchio binario ferroviario che collegava le città di Trieste e Parenzo) costituisce oggi una delle più suggestive piste ciclabili della penisola. Il fascino della vecchia “Parenzana” e il carattere mistico di Piemonte d'Istria, seppur un po' desolata, e soprattutto delle vivaci Montona o Rozzo, vi faranno viaggiare nel tempo. Un tempo fatto di giganti e di fiabe.

Nevena Rendeli

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